Confermata l’efficacia della profilassi ambientale

Tratto da Allergic Rhinitis in Paediatrics: from scientific literature to clinical practise di E. Benelli, A. Ventura e G. Longo (Medico e Bambino 2014; 33:240-248)

La terapia della Rinite Allergica, come quella dell’asma bronchiale allergico, si basa essenzialmente su tre interventi: le misure ambientali di evitamento dell’allergene; la terapia farmacologica; l’immunoterapia specifica (ITS).

Profilassi ambientale

Le misure di profilassi ambientale rappresentano un momento fondamentale nel trattamento della RA da epiteli animali e/o da acari. Per quest’ultima risulta fondamentale l’utilizzo di copricuscino e coprimaterasso specifici. Anche se molte metanalisi riportano, in base a studi contrastanti, risultati negativi, è evidenza comune che l’uso di coprimaterasso e copricuscino, se di dimostrata qualità, cambi in modo importante la vita dei soggetti allergici, e di fatto questo intervento rimane nella pratica clinica largamente consigliato.

Poco o nulla servono le altre azioni che spesso vengono attuate nell’intento di rimuovere dalla casa o dalla stanza da letto del bambino le possibili fonti di polvere (tappeto, tende, libri e animali di peluche): questo è facilmente comprensibile se ricordiamo che l’acaro “della polvere”, malgrado il suo nome, non sta nella polvere, ma obbligatoriamente nei luoghi dove è in stretto contatto con l’uomo e cioè nel materiale lettereccio, dove trova l’umidità e il calore che gli permettono di vivere e, specialmente, le forfore cutanee che lo nutrono. Non è però il materasso come tale che ospita gli acari (nel mezzo del materasso gli acari non avrebbero di che vivere), bensì i primi, pochi millimetri di tessuto che avvolgono il materasso stesso: il coprimaterasso e il copricuscino appunto. Da ciò è facile comprendere anche che a nulla servono i materassi in lattice o in altri tessuti cosiddetti “anallergici”, mentre è fondamentale che sia lo stesso coprimaterasso ad avere caratteristiche tali che impediscono agli acari di colonizzarlo. Oggi sappiamo che soltanto pochi tessuti, quelli “a trama fitta” (tipo “Pristine”), posseggono queste proprietà, mentre non sono validi, forse sono addirittura dannosi, i coprimaterassi in “tessuto non tessuto” i quali, se usati come coprimaterassi, finiscono per trattenere ed essere così “colonizzati” dagli acari. I piumini e le coperte non sono a stretto contatto con il nostro corpo e pertanto di norma non necessitano di alcun intervento; curiosamente i piumini in piume d’oca, in virtù delle qualità idrofobe di queste (l’oca deve stare a galla), non trattengono nemmeno l’umidità e quindi non permettono agli acari di sopravvivere.