Ci sono alcuni sintomi che possono far sospettare un’allergia all’acaro: naso e orecchie persistentemente tappati, ripetuti starnuti soprattutto al risveglio, prurito agli occhi e lacrimazione, peggioramento dei sintomi quando si è a letto, con risveglio e tosse dopo alcune ore, e miglioramento degli stessi quando si è fuori casa. I sintomi dell’allergia all’acaro possono essere simili a quelli di un semplice raffreddore.
Ci sono tuttavia delle differenze che possono aiutare a distinguere una malattia dall’altra.
Durata dei sintomi:
generalmente il raffreddore dura dai 7 ai 10 giorni, i sintomi delle allergie invece possono continuare per periodi di tempo molto più lunghi.
Muco:
nell’allergia le scariche mucose sono fluide, acquose e limpide, nel raffreddore invece sono solitamente dense e purulente (colorito giallo o grigio-verde).
Esordio dei sintomi:
il raffreddore esordisce in modo graduale con gli starnuti, poi con il naso che cola e quindi con la congestione della mucosa. I sintomi dell’allergia all’acaro invece esordiscono velocemente e tutti in una volta.
Starnuti:
il raffreddore può provocare gli starnuti ma lo starnutire è più comunemente una reazione allergica, soprattutto se si hanno starnuti a ripetizione.
Febbre:
quando, contemporaneamente agli altri sintomi, è presente anche la febbre, probabilmente si è in presenza di un raffreddore.
Quando si sospetta un’allergia è bene recarsi al più presto dal medico per fare gli opportuni accertamenti.
La diagnosi di un’allergia è fatta dal medico sulla base dell’analisi della storia clinica del paziente e di un’accurata visita. In seguito, il medico può richiedere dei test cutanei (PRICK-TEST) per determinare l’allergene responsabile della reazione allergica, dei test immunologici per valutare la risposta del sistema immunitario a determinati allergeni (RAST) o delle indagini che osservino la risposta dell’organismo quando vengono allontanati determinati allergeni sospetti.
Il primo intervento consiste nell’evitare o quanto meno ridurre il più possibile il contatto con l’allergene responsabile. Ciò è possibile soprattutto nell’allergia all’acaro, rivestendo materassi, cuscini e piumoni (dove si trovano oltre il 94% degli allergeni) con coperture antiacaro certificate.
Non esiste il materasso antiacaro. Gli acari si annidano in tutti i materassi, anche in quelli di lattice o gomma. I materassi con “trattamento antiacaro”, inoltre, rilasciano sostanze chimiche (triclosan o ioni d’argento) che possono creare nel tempo problemi di tossicità, soprattutto considerando che il soggetto allergico vi è a contatto per molte ore ogni notte.
No, basta un buon coprimaterasso certificato e garantito.
Essi catturano solo una parte degli allergeni, liberando la rimanente in forma nebulizzata e quindi più dannosa per il soggetto allergico, che si trova a fare un vero e proprio “aerosol d’allergeni”. I filtri HEPA, talvolta abbinati a questi aspirapolvere, perdono presto la loro efficacia a causa dell’elevata umidità dell’aria in uscita e devono perciò essere sostituiti spesso, con grande spesa economica. La pulizia a vapore (100°C), inoltre, produce un forte aumento dell’umidità in casa e, se effettuata su materassi o tappeti di qualità, può provocarne un più rapido deterioramento.
No, gli acari muoiono solo con il lavaggio in acqua a temperature superiori a 55° C.
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