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Soluzioni per l'allergia agli acari della polvere - Cosa bisogna sapere sull'allergia all'acaro

Starnuti irrefrenabili al risveglio, appena ci si alza e si infilano le pantofole, attacchi di tosse durante il sonno o mentre si fa battaglia sul letto con i cuscini, prurito alla pelle giocando carponi sul tappeto: sono alcuni dei sintomi che colpiscono le persone che soffrono di allergia all’Acaro Dermatophagoides.


L'allergia all'acaro rappresenta in assoluto la prima causa di asma e malattie allergiche nel mondo sviluppato.

È
un’allergia perenne, che colpisce in tutte le stagioni dell’anno, perché perenne è il contatto con gli allergeni dell’acaro che “respiriamo” ogni notte per 8-10 ore consecutive, quando dormiamo sul nostro materasso. È dimostrato che una così elevata e continua esposizione agli allergeni può comportare un aumento della gravità e della frequenza dei sintomi ed il rischio di sviluppare asma.

Ma l’allergia al Dermatofagoide nasconde anche altre insidie: l’asma persistente da acari, infatti, può portare ad alterazioni irreversibili delle vie bronchiali, a differenza dell’asma causato dai pollini.

Nel bambino, inoltre, l’allergia all’acaro può favorire la comparsa di altre allergie: gli allergeni dell’acaro, infatti, hanno la capacità di creare microscopiche fessure nelle mucose dell’apparato respiratorio, facilitando il passaggio di altri allergeni come muffe, forfore animali e pollini ai quali il bambino può diventare sensibile.

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SONO NOTI COME

"ACARI DELLA

POLVERE" MA

SAREBBE PIU'

GIUSTO CHIAMARLI

"ACARI DEL LETTO"

Gli Acari Dermatophagoides sono microrganismi simili ai ragni ed invisibili a occhio nudo, di dimensioni molto inferiori al millimetro di diametro (misurano circa 250 micron, un quarto di mm). Benché siano chiamati comunemente “acari della polvere”, vivono in realtà quasi esclusivamente nei letti, dove si trova oltre il 94% dei loro allergeni. Solo qui, infatti, trovano le tre condizioni necessarie alla loro sussistenza:
1) Assenza di luce solare

Gli acari vengono uccisi dalla luce: per questo motivo si annidano negli strati interni del materasso, del cuscino e del piumone.
2) Temperatura intorno ai 20°C e umidità relativa tra il 60 e l’80%,
condizione che viene garantita dal nostro corpo, che cede umidità e calore costantemente.
3) Cibo in grande quantità
Come dice il loro nome, gli Acari Dermatophagoides (mangiatori di pelle), si nutrono principalmente della forfora e delle scaglie di cute che si staccano continuamente dal nostro corpo (i detriti cutanei che ogni notte lasciamo nel letto sono sufficienti a nutrire mille acari per un mese).


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GLI ALLERGENI SONO NEL LETTO!

Non si è allergici agli acari in sé, ma a particolari enzimi presenti nelle loro particelle fecali (allergeni). Questi allergeni sono relativamente pesanti (misurano da 10 a 30 micron) e non si disperdono nell’aria, ma restano invece depositati all’interno dei materassi, dei cuscini e dei piumoni, dove vengono prodotti e si accumulano in quantità enormi. Entriamo in contatto con essi attraverso le vie respiratorie, perché il peso ed i movimenti del nostro corpo li sollevano quel tanto che basta per farli arrivare al nostro naso. Ecco perché difendersi dagli acari e dai loro allergeni è molto facile: è sufficiente rivestire materasso, cuscino e piumone con speciali coperture antiacaro che certifichino l’impermeabilità agli allergeni.

LA COMUNITÀ SCIENTIFICA RICONOSCE CHE LE COPERTURE ANTIACARO CERTIFICATE RAPPRESENTANO IL PRIMO ED INDISPENSABILE INTERVENTO NELLA CURA E NELLA PREVENZIONE DI QUEST'ALLERGIA.


Studi scientifici dimostrano che l’uso di coperture certificate permette di ridurre l’esposizione agli allergeni da 100 a 1000 volte entro un mese, con i seguenti benefici:

1. Diminuzione dei sintomi e freno alla progressione della malattia1
2. Riduzione del rischio di sviluppare asma e/o nuove allergie2-3-4
3. Minore consumo di farmaci e riduzione delle visite ospedaliere5
4. Diminuzione dei giorni di scuola e lavoro persi
5. Migliore qualità del riposo e, soprattutto, migliore qualità della vita

Bibliografia:

1. Wickman, Allergy 1996; 51:511
2. Herbert, A.J.R.C.C.M. 1995; 12:369
3. Nishioka, J. Allergy Clin. Immunol. 1998; 101:28
4. Marks GB, Allergy 1998; 53 (suppl 48): 108-114

5. Custovic, Thorax 1998; 53:63

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Il presupposto di ogni cura
Studi Scientifici hanno dimostrato che esiste un rapporto dose-effetto tra l’esposizione agli allergeni e la malattia allergica. Un’elevata e prolungata esposizione, non solo aumenta la gravità e la frequenza dei sintomi (ed il rischio di sviluppare asma ed altre allergie), ma rende inutile qualsiasi cura. Nessuna terapia, infatti, né farmacologica né immunoterapica, può risultare efficace finché il soggetto allergico è esposto ad alte concentrazioni di allergeni, perché i farmaci agiscono sui sintomi ma non rimuovono le cause.


Il principale strumento di prevenzione

Riducendo drasticamente il contatto con gli allergeni, le coperture antiacaro rappresentano anche lo strumento di prevenzione fondamentale. Per evitare la sensibilizzazione e la comparsa di allergia all’acaro, molti medici consigliano di utilizzarle fin dai primi giorni di vita del bambino, soprattutto se i genitori sono allergici. I figli di genitori allergici, infatti, hanno il 75% di probabilità di sviluppare allergia, mentre il rischio è del 50% se è allergico solo uno dei due.
La prevenzione è importantissima soprattutto nei bambini con Dermatite Atopica, che nel 60% dei casi risultano allergici all’acaro. Studi scientifici hanno dimostrato, infatti, che l’uso delle coperture antiacaro migliora la sintomatologia cutanea e diminuisce il rischio che corrono di sviluppare rinite e asma negli anni successivi.


ABITUDINI SBAGLIATE, RIMEDI INEFFICACI E COSTOSI


1 Pulire, pulire, pulire

Come anticipato, gli Acari Dermatophagoides non si trovano nella polvere di casa, quella che vediamo ad occhio nudo depositata su pavimenti, mobili e suppellettili, perché essendo fotofobici muoiono rapidamente se esposti alla luce solare. L’unica polvere in cui si possono trovare acari in buona quantità è quella che cade dal materasso e si trova sotto il letto. Passare continuamente l’aspirapolvere, lavare il pavimento, eliminare tappeti, moquette, tende pesanti e peluche dalle camere dei bambini allergici sono sicuramente ottimi interventi per mantenere l’igiene, ma non risolvono certo il problema dell’allergia.

2 Acquistare un materasso antiacaro
Studi scientifici hanno dimostrato che non esistono materassi antiacaro! Gli acari si annidano in tutti i materassi, anche in quelli di lattice o gomma. I materassi con “trattamento antiacaro”, inoltre, rilasciano sostanze chimiche (triclosan o ioni d’argento) che possono creare nel tempo problemi di tossicità, soprattutto considerando che il soggetto allergico vi è a contatto per molte ore ogni notte.

3 Acquistare spesso un materasso o un cuscino nuovi
non ha alcuna utilità, perché nel giro di pochi mesi vengono comunque colonizzati dagli acari (si calcola che, dopo solo 6 mesi d’uso, un materasso nuovo arrivi a contenere fino a 2 milioni di acari).

4 Passare l’aspirapolvere sul materasso
In questo modo è possibile rimuovere solo i pochi acari che vivono sulla superficie, non quelli (milioni) che vivono annidati negli strati interni.

5 Utilizzare aspirapolvere ad acqua o a vapore
Essi catturano solo una parte degli allergeni, liberando la rimanente in forma nebulizzata e quindi più dannosa per il soggetto allergico, che si trova a fare un vero e proprio “aerosol d’allergeni”.
I filtri HEPA, talvolta abbinati a questi aspirapolvere, perdono presto la loro efficacia a causa dell’elevata umidità dell’aria in uscita e devono perciò essere sostituiti spesso, con grande spesa economica. La pulizia a vapore (100°C), inoltre, produce un forte aumento dell’umidità in casa e, se effettuata su materassi o tappeti di qualità, può provocarne un più rapido deterioramento.


6 Utilizzare prodotti acaricidi su materassi, cuscini e divani

Anche in questo modo vengono eliminati solo i pochi acari che vivono in superficie. Inoltre, questi prodotti contengono sostanze chimiche come il benzoato di benzile, l’acido tannico o il pirimphos-metile, che possono avere un effetto tossico e irritante su pelle e mucose, soprattutto nel caso di un contatto prolungato come quello che avviene nel letto.

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